Renato Dulbecco ci ha lasciato. Dopo 97 anni di vita, dedicata al progresso della scienza al servizio dell’umanità. Il conferimento del premio Nobel ne è conferma.
Scampato alla catastrofica ritirata delle truppe italiane dal fiume Don, fu partigiano. Trasferì nella ricerca il suo amore per la libertà e la coltivazione dello spirito critico.
Da scienziato profondissimo, è stato sempre avverso allo scientismo, ovvero la scienza trasformata in idolatria.
Ha scritto in proposito: “Nella ricerca scientifica non esistono mai punti fermi e insuperabili.
Esistono solo dei punti fermi ‘temporanei’: solo il futuro ci potrà dire cosa si cela dietro quei punti, apparentemente ‘fermi’ e ‘conclusivi’ ”.
E’ stata questa umiltà a fecondare la sua grandezza di ricercatore. Uomini così restano per sempre benemeriti dell’umanità.
Al suo nobile esempio si ispira la Fondazione Diritti Genetici che, in segno di gratitudine, gli dedica il suo progetto strategico GenEticaMente.
Mario Capanna
Presidente Fondazione Diritti Genetici

